siamo un gruppo di amiche che ama tanto chiacchierare di questo e di quello, ma spesso, spessissimo l'argomento finisce per essere quello culinario e così abbiamo deciso di creare questa piccola cucina virtuale dove scambiarci le esperienze, i consigli, le idee e quant'altro...
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giovedì 6 aprile 2017
risotto con rape rosse
le foto fatte di sera sono sempre fuorvianti nei colori: questo risotto è risultato di un rosso lampone molto intrigante e di sapore ottimo, ovviamente dovete apprezzare le rape rosse, altrimenti...
erano 2 o 3 anni che avevo individuato una ricetta di risotto alla rapa rossa in giro e volevo farlo, poi le vicissitudini di salute me lo hanno fatto scordare... ma l'altro giorno mi è tornato in mente e - ad occhio - ho ricreato la ricetta.
diciamo che per un paio di etti di riso (forse un po' meno: non ho pesato nulla in verità), ho usato una cipolla bianca piccola e una rapa e mezzo di quelle già cotte che si comprano sottovuoto.
ho tagliato la cipolla e l'ho fatta stufare in un po' di acqua e poco olio (non soffriggo mai, per questioni digestive), poi ho aggiunto la rapa tagliata a dadini e fatto cucinare per qualche minuto, non troppi, essendo la rapa già cotta.
si è creato un bel sughetto che legava le 2 verdure.
a questo punto - per ragioni mie personali di digestione - ho passato il tutto al minipimer, creando una salsina grossolana: qualche pezzetto di rapa è rimasto, ma la maggior parte era diventata vellutata.
ho versato il riso e cotto il risotto aggiungendo un po' alla volta brodo di verdure, infine mantecato con il burro.
in balcone avevo un po' di prezzemolo riccio sopravvissuto all'inverno e l'ho usato per decorare, ma non appena sarà ricresciuto e bello rigoglioso, voglio cospargere questo risotto con una bella manciata di prezzemolo tritato, perché il suo sapore si sposa benissimo con il resto.
lunedì 11 aprile 2016
Risotto al teroldego - prima versione
La foto non è speciale... forse anche colpa delle luci artificiali della sera. In verità il risotto viene di un bel rosso vino, intenso, esattamente come è il colore del vino in bicchiere, molto intrigante, per i miei gusti.
Il Teroldego è un vino dell'Alto Adige, di quelli corposi che piacciono a me. Non sono brava a descrivere i vini, e non mi azzardo a farlo, per non dire strafalcioni.
Io il vino lo bevo poco, mi piace assaggiare i rossi corposi, ma non sono un'esperta e soprattutto da un paio di anni a questa parte, forse per colpa della chemioterapia, proprio non riesco a sorseggiarli, nemmeno un sorso o due.
Ma il sapore - depurato dall'alcool - mi piace tantissimo e mi manca.
Così in questi giorni ho aperto una bottiglia di Teroldego e con essa ho ridato il bentornato alla mia voglia di pastrocchiare in cucina.
La settimana scorsa con un bella innaffiata di questo vino, ho fatto uno spezzatino da favola.
Ieri ho finalmente sperimentato il mio primo risotto con un vino. Spero il primo di una serie. Anche con altri vini.
In questo modo riesco a gustarmi il sapore senza l'alcool che al momento non sopporto.
Nei giorni passati ho un po' studiato qua e là per capire come "muovermi" in un tipo di risotto mai fatto. Ho indagato e capito più o meno come fare. Poi, come mia abitudine, ho fatto di testa mia.
La mia idea era di fare un primo risotto molto semplice, senza fronzoli, per sentire bene il sapore del vino ed eventualmente imparare come e cosa cambiare per le volte successive.
Non è complicato come procedimento e gli ingredienti usati sono davvero pochi:
Per 2 hg di riso ho fatto uno stufato (senza grassi, solo con acqua) di 2 cipolle abbastanza piccole, poi una volta cotta la cipolla, ho aggiunto 2 bicchieri di vino, il riso e man mano che procedeva la cottura, come da normale procedimento per un riso, aggiungevo brodo (vegetale e senza glutammato, per mio gusto personale).
A cottura ultimata ho mantecato con un po' di burro.
Al momento di servirlo temevo fosse troppo forte il sapore del vino, invece no, era molto saporito, ma non eccessivo.
E spolverato con il Parmigiano Reggiano il piatto diventava davvero eccezionale.
Già così, semplice, senza altre aggiunte.
Ma visto che la bottiglia di vino non è finita, sto già studiando quali modifiche immaginarmi per la prossima versione. Per questo ho denominato questa ricetta "prima versione".
Magari in settimana ve ne racconto una seconda...
lunedì 23 novembre 2015
minestra di porri e carote al profumo di zenzero
ricetta senza foto... non ne ho fatte!
negli scorsi giorni mi è venuta questa idea e devo dire che è venuta anche buona la realizzazione.
in un paio di litri di acqua ho fatto cuocere per mezzora 3 carote, 3 porri e un pezzetto di zenzero (circa 6 cm di radice, più o meno) tagliati a pezzettini, aggiungendo il dado vegetale per insaporire (siccome ero molto sovrappensiero, non ho assaggiato e mi è venuta un po' insipida... assaggiando, avrei evitato questo problema ;-) ).
raffreddato il tutto, ho passato al minipimer per creare una purrea estremamente brodosa.
in essa ho cotto il riso...
e così ho avuto una minestra di riso dal sapore dolce, ma leggermente grintoso grazie allo zenzero che non era eccessivo, quindi si sentiva un po' in sottofondo.
mi è piaciuta molto e credo che la rifarò al più presto!
negli scorsi giorni mi è venuta questa idea e devo dire che è venuta anche buona la realizzazione.
in un paio di litri di acqua ho fatto cuocere per mezzora 3 carote, 3 porri e un pezzetto di zenzero (circa 6 cm di radice, più o meno) tagliati a pezzettini, aggiungendo il dado vegetale per insaporire (siccome ero molto sovrappensiero, non ho assaggiato e mi è venuta un po' insipida... assaggiando, avrei evitato questo problema ;-) ).
raffreddato il tutto, ho passato al minipimer per creare una purrea estremamente brodosa.
in essa ho cotto il riso...
e così ho avuto una minestra di riso dal sapore dolce, ma leggermente grintoso grazie allo zenzero che non era eccessivo, quindi si sentiva un po' in sottofondo.
mi è piaciuta molto e credo che la rifarò al più presto!
domenica 27 luglio 2014
Tagliatelle zucchine e finferle
in questo periodo sono ammalata e passo lunghe ore a letto senza energie...
e in questo luglio umido, piovoso e pure freddo, mentre ero lì a letto ho pensato che in casa ho una confezione di finferle secche comprate in montagna a gennaio e mai usate finora... il tempo freddo fa pensare ai funghi, no? :-D
così è venuta l'idea di questo condimento per la pasta.
oggi finalmente un po' di energie e che faccio? la spesa! wow eh!
comunque mi sono procurata le tagliatelle all'uovo con farina di farro (uno dei pochi cereali che mi è concesso in questo periodo).
e ho pure trovato queste cose qui:
si tratta di bresaola di tacchino: tra i cibi "proibiti" in questo periodo ci sono le carni rosse, quindi ho pensato di prendere questa come alternativa ad una pancetta dolce. non è certo la stessa cosa, ma... meglio di niente.
Insomma, il mio condimento per le tagliatelle di questa domenica è composto da:
- cipolla tritata e leggermente soffritta
- zucchine tagliate a listarelle
- finferle secche rinvenute in acqua calda e poi strizzate
- bresaola di tacchino
devo dire che il risultato è ottimo: ho fatto si che il condimento fosse tantissimo e la pasta meno del solito, così da mangiare più verdure che non carboidrati. che poi è come piace a me la pasta: tanto condimento e poca pasta :-)
domenica 2 marzo 2014
Tortelli di zucca mantovani
Dolce e con poche calorie la zucca si presta a diverse preparazioni dalle dolci alle salate. Oggi vi voglio presentare una ricetta salata: i famosi tortelli mantovani. Un ripieno particolare dove il dolce della zucca e dell’ amaretto ben si sposa con il gusto pungente della mostarda di mele.
Per la pasta:
400 gr di farina di grano duro
4 uova
1 cucchiaio di olio di mais
Per l’impasto:
1 kg di zucca (io ho usato una zucca mantovana, deve essere comunque una zucca farinosa). Una volta pulita e cotta al forno si ricava circa 500 gr di polpa che va ridotta in purea con un passaverdura.
100 gr di amaretti
100 gr di grana padano grattuggiato
100 gr di mostarda di mele
Noce moscata, sale
Le dosi del ripieno variano da ricetta a ricetta, da famiglia a famiglia. Consiglio di assaggiare l’impasto e, a seconda dei vostri gusti personali, correggere con piu` o meno formaggio. Dipende se volete un ripieno piu` o meno dolce; lo stesso vale per la mostarda. Una volta preparato l’impasto vi consiglio di farlo riposare in frigorifero per una notte in questo modo i sapori si amalgamano bene.
Procedete con la realizzazione dei tortelli.
I tortelli vanno cotti in abbondante acqua salata. Possono essere conditi semplicemente con burro e salvia o come ho fatto io con un sughetto realizzato semplicemente con passata di pomodoro e tanta cipolla. In questo caso il dolce del tortello crea un bel contrasto con il gusto salato e acidulo del sughetto.
martedì 25 febbraio 2014
Pasta ai broccoletti
In questi giorni mi sono sentita poco bene e i miei genitori si sono offerti di cucinare un po' per me e così mi sono ritrovata una bella dose di broccoletti già cotti al vapore.
Appena sono stata meglio ho deciso di farmi una pasta con i broccoletti di cui sopra.
Ho rosolato una cipolla e ci ho aggiunto della pancetta dolce tagliata a dadini, poi ho tagliato in ottavi i broccoletti e li ho fatti saltare un pochino nella padella.
Quando la pasta era cotta l'ho versata nel sugo di broccoletti pronto in padella e l'ho fatta saltare qualche minuto e, per renderla ancora più invitante, ci ho aggiunto anche una bustina di zafferano.
Vi assicuro che era ottima :-)
domenica 23 febbraio 2014
Riso con le uova
questo è una minestra invernale tipica di casa mia, di quando ero piccola.
e come tutti i piatti della tradizione casalinga, non ho dosi vere e proprie da dare, giusto metodo, perché le dosi in famiglia sono "un po' di questo, un po' di quello" ;-)
Si fa cuocere il riso nel brodo e quando è giunto a cottura si spegne il fornello.
In una ciotola si sbattono le uova con un po' di noce moscata e (se volete, io non lo metto) sale.
Poi con il mestolo si prende un pochino di brodo, poco, e lo si versa nelle uova sbattute e si mescola ben bene: il concetto è di portare a temperatura le uova senza che si cuociano in una volta sola e quindi rimangano belle liquide.
Quando la prima dose di brodo è "assorbita" nel composto di uova che risulta uniforme, se ne mette un altro po' e così via, finché le uova non risultano liquide liquide e praticamente cotte.
A questo punto si versa il composto nella pentola con il riso in brodo e si mischia ben bene.
A me piace tantissimo mangiare questa minestra quando fuori è umido, piove e magari fa pure un po' freddo!!
e come tutti i piatti della tradizione casalinga, non ho dosi vere e proprie da dare, giusto metodo, perché le dosi in famiglia sono "un po' di questo, un po' di quello" ;-)
Si fa cuocere il riso nel brodo e quando è giunto a cottura si spegne il fornello.
In una ciotola si sbattono le uova con un po' di noce moscata e (se volete, io non lo metto) sale.
Poi con il mestolo si prende un pochino di brodo, poco, e lo si versa nelle uova sbattute e si mescola ben bene: il concetto è di portare a temperatura le uova senza che si cuociano in una volta sola e quindi rimangano belle liquide.
Quando la prima dose di brodo è "assorbita" nel composto di uova che risulta uniforme, se ne mette un altro po' e così via, finché le uova non risultano liquide liquide e praticamente cotte.
A questo punto si versa il composto nella pentola con il riso in brodo e si mischia ben bene.
A me piace tantissimo mangiare questa minestra quando fuori è umido, piove e magari fa pure un po' freddo!!
lunedì 4 novembre 2013
Lasagne alla zucca
Sempre zucca, la regina di questa stagione che volge al freddo.
Non ho foto da mostrarvi, perché non sono capace di impiattare una fetta di lasagna in modo decente per essere fotografata.
Si tratta di un piatto semplicissimo, che contiene semplicemente lasagne, formaggio grattugiato, besciamella e - ovviamente - zucca!!!!
La zucca che secondo me va meglio per questo piatto è quella violina, che cuocio prima al vapore e poi passo al frullatore per averne una crema omogenea.
La besciamella deve essere molto molto densa, perché nonostante sia in purrea, la zucca tende a fare acqua e quindi meglio evitare ulteriori liquidi.
Nessun'altra indicazione: stratificate e passate in forno a cuocere... buon appetito :) :-P
mercoledì 30 ottobre 2013
Risotto alla zucca
Ottobre per me è il mese delle zucche! Mi piacciono da morire e mi diverto ad usarle in cucina.
I miei "pezzi forti" sono risotto e lasagne. Semplicissimi, zuccosissimi e molto apprezzati dalle amiche quando sono ospiti a casa mia.
Per fare il risotto uso questa zucca qui:
in più persone e in vari libri ho letto essere la migliore per i risotti ed in effetti con questa zucca non ne ho mai sbagliato uno.
Il mio è un risotto molto semplice.
Ingredienti:
- zucca
- riso vialone nano (uso sempre questo per i risotti, mi piace il fatto che rimanga sempre un po' "al dente")
- scalogno
- brodo vegetale
- prezzemolo
- olio extravergine d'oliva
- burro
Faccio imbiondire un po' lo scalogno nell'olio extravergine d'oliva allungato con un po' di acqua (da molto tempo non faccio più veri soffritti, la digestione richiede questo ed altro...).
Aggiungo la zucca tagliata a dadini e la faccio cuocere finché comincia a sfarsi. Se serve, aggiungo un po' di brodo vegetale per evitare che si attacchi.
Poi verso il riso e lo porto a cottura aggiungendo il brodo come normalmente si fa con tutti i risotti.
Quando è cotto, manteco con un po' di burro.
Servo spolverando sul piatto un po' di prezzemolo tritato grossolanamente.
A me piace così tanto che non ci aggiungo neanche il formaggio grattugiato per assaporare al meglio il sapore di zucca e prezzemolo :-)
domenica 27 ottobre 2013
Linguine alla briciola
ho dovuto per forza "arrendermi" e adattare la ricetta toscana a ciò che ho a disposizione in casa oggi...
prima di tutto non ho i pici, tipica pasta lunga di Toscana e Umbria che adoro, ma che non trovo facilmente qui da me. so che si potrebbe anche fare in casa, ma il tempo è sempre quel che è... chissà, un giorno ci proverò...
poi oggi ho scoperto che il mio aglio era completamente vuoto... quindi ho dovuto sostituire anche quello...
e non avevo nemmeno il pecorino... insomma, una mezza finta, la mia pasta alla briciola, ma è venuta buona comunque ;-)
il condimento "alla briciola" è un condimento povero, fatto per recuperare gli avanzi di pane che si hanno in casa.
gli ingredienti sono:
- pane grattugiato
- pecorino grattugiato
- olio extravergine d'oliva
- aglio (io ho messo scalogno)
- peperoncino se piace
mentre la pasta cuocere, far imbiondire in una padella con l'olio l'aglio (lo scalogno nel mio caso) schiacciato ben bene e spegnere appena è dorato bene.
quando la pasta è cotta, versarla nella padella e farla saltare nell'olio, intanto cospargerla di pane grattugiato.
servirla cosparsa con il pecorino.
lunedì 16 settembre 2013
Pisarei e faso
Piatto tipico piacentino. L’abbinamento cereali-legumi (farina-fagioli) lo rende un piatto completo e salutare e nella mia versione vegano (ometto il lardo pestato nel sugo che prevede la ricetta tradizionale). Dose per 4 persone affamate
Ingredienti per la pasta
300 gr di farina
300 gr di pangrattato
Sale
Latte di soia (volendo solo acqua)
Ingredienti per il condimento:
olio EVO
cipolla
fagioli borlotti (150 gr secchi/ 450 gr cotti a vapore)
salsa di pomodoro
sale
basilico fresco
Impastare bene la farina con il pangrattato precedentemente scottato in acqua bollente o latte caldo, fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico.
Staccate dei pezzetti di impasto che vanno assottigliate fino a dar loro la forma di biscette (“il biss”). Da queste biscette tagliate dei cilindretti non piu` lunghi di 1 cm. Schiacciateli con il pollice facendoli scorrere sull’assa di legno infarinata, acquisteranno una forma cava di gnocchetti.
Mentre i pisarei riposano prepariamo il condimento.
Soffriggere la cipolla con olio EVO, aggiungere i fagioli borlotti e fateli insaporire . Aggiungere la salsa di pomodoro e portare a cottura a fuoco lentissimo. Alla fine regolare di sale e aromatizzare con il basilico fresco.
Quando il sugo e` pronto cuocere i pisarei in acqua bollente salata finche` non vengono a galla. Scolarli e versarli nel sugo, cuocere ancora per qualche minuto per amalgamare i sapori.
Note:
La proporzione tra farina e pangrattato varia da ricetta a ricetta delle varie famiglie. Io faccio una proporzione 1:1 e mi trovo molto bene.
Si possono usare sia fagioli freschi (ottimi), secchi precedentemente ammollati o fagioli in scatola (non e` la mia versione preferita!). Per velocizzare si possono lessare i fagioli a parte nella pentola a pressione e poi aggiungerli al sugo terminando la cottura.
I gnocchetti si possono servire piu` asciutti o nella versione “basot” aggiungendo un po’ di acqua di cottura dei pisarei.
Buon appetito
Serena
lunedì 17 giugno 2013
E' arrivato il caldo
E' arrivato il caldo, all'improvviso.. poca voglia di cucinare? Ebbene sì, quindi per pranzo mi sono preparata una freschissima e velocissima insalata di cous cous a "crudo". Mi spiego meglio:
Ingredienti per una porzione
80 gr di cous cous del tipo precotto
1 pomodoro medio maturo
metà peperone giallo
cipolla
zucchine grigliate (4 fette)
melanzane grigliate (2 fette)
olio, limone, sale
erbe aromatiche (nel mio caso timo e origano, perfetto anche il basilico)
In una grande ciotola tagliare il pomodoro, il peperone, le zucchine e le melanzane grigliate a dadini. Allo stesso modo affettare finemente la cipolla. Condire con sale, olio e limone e le erbe aromatiche e lasciare che le verdure rilascino un po' di acqua di vegetazione. A questo punto aggiungere il cous cous a crudo e mescolare bene. Il piatto deve essere preparato il giorno prima, in questo modo il cous cous si cuoce (si gonfia) assorbendo l'acqua di vegetazione rilasciata dalle verdure ed i sapori si amalgamano perfettamente.
Logicamente si possono cambiare le verdure a proprio piacimento, il pomodoro lo consiglio in ogni caso. Benissimo anche cetrioli, cipolla, pomodori e menta.
Rinfrescante, leggero; perfetto per un pranzo all'aperto.
Serena
Ingredienti per una porzione
80 gr di cous cous del tipo precotto
1 pomodoro medio maturo
metà peperone giallo
cipolla
zucchine grigliate (4 fette)
melanzane grigliate (2 fette)
olio, limone, sale
erbe aromatiche (nel mio caso timo e origano, perfetto anche il basilico)
In una grande ciotola tagliare il pomodoro, il peperone, le zucchine e le melanzane grigliate a dadini. Allo stesso modo affettare finemente la cipolla. Condire con sale, olio e limone e le erbe aromatiche e lasciare che le verdure rilascino un po' di acqua di vegetazione. A questo punto aggiungere il cous cous a crudo e mescolare bene. Il piatto deve essere preparato il giorno prima, in questo modo il cous cous si cuoce (si gonfia) assorbendo l'acqua di vegetazione rilasciata dalle verdure ed i sapori si amalgamano perfettamente.
Logicamente si possono cambiare le verdure a proprio piacimento, il pomodoro lo consiglio in ogni caso. Benissimo anche cetrioli, cipolla, pomodori e menta.
Rinfrescante, leggero; perfetto per un pranzo all'aperto.
Serena
sabato 18 maggio 2013
Risotto ai carciofi e...
Questa più che una ricetta è un'idea che mi è venuta ieri sera su due piedi mentre organizzavo la mia cena.
Giorni fa ho cucinato i carciofini che mi sono arrivati con la cassettina della frutta e verdura bio, pulendoli, tagliando in 4 i carciofini e tenendo i gambi di una lunghezza di 5 cm più o meno.
Li ho cotti solo con un po' d'acqua a cui ho aggiunto a fine cottura prezzemolo e aglio tritati insieme.
Ieri sera ho pensato di trasformare questi carciofini in un risotto, anche perché ho diverse scorte di riso da smaltire (sono in fase riorganizzazione dispensa e ho scoperto scorte varie a cui dare fondo).
Ho messo i carciofini sul fuoco e ho preparato un brodo con il granulato (quando si decidono le cose in fretta si fa con quel che si ha in casa) metà di brodo di pollo e metà verdure. E così ho iniziato a fare il mio risotto.
Per la verità alla fine è risultato un po' troppo "all'onda", nel senso che il brodo era decisamente troppo all'ultima versata...
Ma prima di mantecare mi è venuta un'ideuzza. e se....
Così ci ho versato dentro 50 gr di pinoli, ho mescolato ancora un attimo e poi ho mantecato con un po' di burro.
Il risultato è questo:
La foto non è speciale, d'altronde mica avevo intenzione di farne un servizio... doveva essere la mia semplice cena del venerdì sera...
Ma vi assicuro che il risotto è risultato fantastico.
Anche se più lungo per via del troppo brodo, non aveva perso in sapore, tutto dei carciofi e i pinoli ci stanno una meraviglia là in mezzo!!
Così ho pensato di raccontarvelo anche qui sul blog, un modo anche per non dimenticarmelo io stessa!
Giorni fa ho cucinato i carciofini che mi sono arrivati con la cassettina della frutta e verdura bio, pulendoli, tagliando in 4 i carciofini e tenendo i gambi di una lunghezza di 5 cm più o meno.
Li ho cotti solo con un po' d'acqua a cui ho aggiunto a fine cottura prezzemolo e aglio tritati insieme.
Ieri sera ho pensato di trasformare questi carciofini in un risotto, anche perché ho diverse scorte di riso da smaltire (sono in fase riorganizzazione dispensa e ho scoperto scorte varie a cui dare fondo).
Ho messo i carciofini sul fuoco e ho preparato un brodo con il granulato (quando si decidono le cose in fretta si fa con quel che si ha in casa) metà di brodo di pollo e metà verdure. E così ho iniziato a fare il mio risotto.
Per la verità alla fine è risultato un po' troppo "all'onda", nel senso che il brodo era decisamente troppo all'ultima versata...
Ma prima di mantecare mi è venuta un'ideuzza. e se....
Così ci ho versato dentro 50 gr di pinoli, ho mescolato ancora un attimo e poi ho mantecato con un po' di burro.
Il risultato è questo:
La foto non è speciale, d'altronde mica avevo intenzione di farne un servizio... doveva essere la mia semplice cena del venerdì sera...
Ma vi assicuro che il risotto è risultato fantastico.
Anche se più lungo per via del troppo brodo, non aveva perso in sapore, tutto dei carciofi e i pinoli ci stanno una meraviglia là in mezzo!!
Così ho pensato di raccontarvelo anche qui sul blog, un modo anche per non dimenticarmelo io stessa!
lunedì 15 aprile 2013
Carbonara VEG
Ricetta ispirata da Alessandro Borghese! Non è un cuoco VEG e si capisce da quanto ama cucinare la carne, però ogni tanto accontenta anche i vegetariani/vegani. Facevo già la carbonara veg, però l'idea di sostituire il guanciale con il wusterl affumicato di soia mi è piaciuta.
Ingredienti per 2 persone:
150 gr di linguine integrali
2 zucchine
2 wusterl affumicati di soia
panna di soia
sale, pepe e curcuma
aglio
olio EVO
Scaldare in una padella 2 cucchiai di olio EVO e uno spicchio di aglio. Rosolare le zucchine tagliate a bastoncino per qualche minuto (mi piacciono ancora croccantine), aggiungere a fine cottura i wusterl tagliati a dadini e rosolare un minuto, salare e pepare. Mescolare mezza confezione di panna di soia con un cucchiaino di curcuma.
Cuocere le linguine al dente, scolarle e "legarle" in padella con le zucchine, wusterl e la panna di soia.
Impiattare e pepare (mi piace il pepe, ed ho la tendenza ad abusarne un pochino...)
Un piatto colorato e saporito, e buono soprattutto!
Ingredienti per 2 persone:
150 gr di linguine integrali
2 zucchine
2 wusterl affumicati di soia
panna di soia
sale, pepe e curcuma
aglio
olio EVO
Scaldare in una padella 2 cucchiai di olio EVO e uno spicchio di aglio. Rosolare le zucchine tagliate a bastoncino per qualche minuto (mi piacciono ancora croccantine), aggiungere a fine cottura i wusterl tagliati a dadini e rosolare un minuto, salare e pepare. Mescolare mezza confezione di panna di soia con un cucchiaino di curcuma.
Cuocere le linguine al dente, scolarle e "legarle" in padella con le zucchine, wusterl e la panna di soia.
Impiattare e pepare (mi piace il pepe, ed ho la tendenza ad abusarne un pochino...)
Un piatto colorato e saporito, e buono soprattutto!
Buon appetito Serena
mercoledì 10 aprile 2013
Zuppa-vellutata ai borlotti con salsina di olive
Ho provato questa zuppa perché cercavo un buon impiego per i fagioli borlotti che aspettavano da un po' di tempo di essere usati.
Il procedimento è lunghetto (per una abituata a zuppe ben più rapide), ma il risultato è decisamente eccezionale e merita di essere condiviso.
Ingredienti:
- 350 gr di fagioli secchi
- 1 cucchiaio di olio di oliva
- 1 grosso porro (se ne usa solo la parte bianca)
- 3 spicchi d'aglio
- 2 gambi di sedano
- 2 carote piccole
- 1 finocchio piccolo
- 8 tazze d'acqua
- un pizzico di timo (la ricetta lo richiede essicato, ma io ho trovato quello fresco e così ho usato quest'ultimo)
- una presa di maggiorana essicata
- sale
per la salsa:
- 1 spicchio d'aglio
- 1 ciuffo di prezzemolo
- 250 gr di olive verdi
- 5 cucchiai di olio d'oliva
Pulire accuratamente i fagioli, coprirli con acqua fredda e lasciarli in immersione per 6 ore o meglio una notte intera. Scolarli, metterli in una casseruola con tanta acqua fredda da coprirli e farli cuocere per 10 minuti da quando iniziano a bollire.
Scolarli e sciacquarli con cura.
Scaldare l'olio in una casseruola a fuoco moderato, unirvi la cipolla e il porro tritati finemente, coprire e far soffriggere per 3-4 minuti, mescolando di tanto in tanto.
Aggiungere l'aglio, il sedano, le carote e il finochio tritati finemente e continuare la cottura per 2 minuti.
Unire l'acqua, i fagioli e le erbe aromatiche.
Quando inizia a bollire, abbassare la fiamma e cuocere per un'ora e mezza, mescolando di tanto in tanto.
Nel frattempo preparare la salsa di olive: tritare insieme il prezzemolo, le olive scolate e l'aglio, aggiungendo di tanto in tanto un cucchiaio di olio per amalgamare bene.
Lasciare intiepidire la zuppa, quindi passarla al frullatore (io ho fatto il tutto con il minipimer in immersione, ma avevo preventivamente passato con il passaverdure i fagioli).
Insaporire di sale e scaldare il passato così ottenuto.
Servire nelle terrine, aggiungendo un cucchiaio abbondante di salsa di olive in ogni piatto.
lunedì 11 marzo 2013
Pasta agli stridoli
i miei programmi per il week-end appena trascorso erano pieni di "fornelli", perché volevo riprenderne un po' possesso dopo tanti giorni di cibi pronti, cotti velocemente, mangiati con l'imbuto... ma purtroppo ho dovuto ridimensionare il tutto per via di un po' di acciacchi di fine stagione...
quel che volevo mostrarvi era un piatto fatto in casa dalla A alla Z, pasta compresa e invece ho dovuto ripiegare sulle trofie che aveva mia madre in frigo, belle pronte e industriali, ma tutto sommato buone.
se fossi stata bene, quindi, questo post si sarebbe chiamato "strichetti agli stridoli".
cosa sono gli strichetti? sono le farfalle, ma se venite in Romagna li chiamerete "strichetti".
e gli stridoli cosa sono? è un'erba che da noi si usa tanto, ma che non so se sia conosciuta altrove.
ogni 15 giorni mi viene consegnata una cassettina di frutta e verdura di stagione biologica e in quella di mercoledì c'era un bel mazzetto di strichetti. eccovi una foto di alcuni rametti:
se ne usano le sole foglie, quindi pulirli è un po' laborioso, soprattutto se si ha una gatta che ti fa la posta per averne uno o due rametti per giocarci e mangiarseli (Penny li adora...).
se non conoscete questa erba, vi rimando ad un link che ho trovato nel web per vostra curiosità: fate clic qui.
io sono abituata ad usarli come sugo per la pasta ed è uno di quei sapori che mi ricorda l'infanzia, perché si facevano spesso una volta più di oggi.
Il mio sugo è semplicissimo e saporitissimo:
Tagliare a rondelline 2 scalogni e farli imbiondire in padella con poco olio (io aggiungo un po' di acqua, per diminuire la quantità di olio e perché così risultano più digeribili i soffritti... anche se chiamarli ancora soffritti è un po' una forzatura...).
Aggiungere pancetta dolce tagliata a cubetti e, appena si è leggermente rosolata, le foglie degli stridoli.
Lasciare andare per qualche minuto la cottura finché tutti gli stridoli si sono appassiti e aggiungere un po' di pomodoro a pezzettoni.
Il sugo eccolo qui:
E la pasta che ci siamo mangiate mia madre ed io si presentava così:
Purtroppo non c'erano gli strichetti che sognavo da mercoledì, ma è venuta comunque una bella pietanza che mi sono gustata in compagnia della mia mamma domenica a pranzo.
quel che volevo mostrarvi era un piatto fatto in casa dalla A alla Z, pasta compresa e invece ho dovuto ripiegare sulle trofie che aveva mia madre in frigo, belle pronte e industriali, ma tutto sommato buone.
se fossi stata bene, quindi, questo post si sarebbe chiamato "strichetti agli stridoli".
cosa sono gli strichetti? sono le farfalle, ma se venite in Romagna li chiamerete "strichetti".
e gli stridoli cosa sono? è un'erba che da noi si usa tanto, ma che non so se sia conosciuta altrove.
ogni 15 giorni mi viene consegnata una cassettina di frutta e verdura di stagione biologica e in quella di mercoledì c'era un bel mazzetto di strichetti. eccovi una foto di alcuni rametti:
se ne usano le sole foglie, quindi pulirli è un po' laborioso, soprattutto se si ha una gatta che ti fa la posta per averne uno o due rametti per giocarci e mangiarseli (Penny li adora...).
se non conoscete questa erba, vi rimando ad un link che ho trovato nel web per vostra curiosità: fate clic qui.
io sono abituata ad usarli come sugo per la pasta ed è uno di quei sapori che mi ricorda l'infanzia, perché si facevano spesso una volta più di oggi.
Il mio sugo è semplicissimo e saporitissimo:
Tagliare a rondelline 2 scalogni e farli imbiondire in padella con poco olio (io aggiungo un po' di acqua, per diminuire la quantità di olio e perché così risultano più digeribili i soffritti... anche se chiamarli ancora soffritti è un po' una forzatura...).
Aggiungere pancetta dolce tagliata a cubetti e, appena si è leggermente rosolata, le foglie degli stridoli.
Lasciare andare per qualche minuto la cottura finché tutti gli stridoli si sono appassiti e aggiungere un po' di pomodoro a pezzettoni.
Il sugo eccolo qui:
E la pasta che ci siamo mangiate mia madre ed io si presentava così:
Purtroppo non c'erano gli strichetti che sognavo da mercoledì, ma è venuta comunque una bella pietanza che mi sono gustata in compagnia della mia mamma domenica a pranzo.
giovedì 17 gennaio 2013
Oggi Spaetzle!
Una di queste sere mi sono fatta gli spaetzle!
Primo tipico tirolese, da qualche anno è entrato a far parte dei miei menù invernali.
Questo inverno li sto facendo quasi sempre con la farina di segale, perché in casa ne ho abbastanza e sta invecchiando un po' troppo, così voglio finirla tutta prima della fine della stagione (è un cereale prettamente invernale, come l'orzo, perchè un po' più calorico di altri e poi adattissimo a piatti tipici della stagione).
Gli spaetzle questa volta li ho conditi con il radicchio.
Ho fatto imbiondire un paio di scalogni tagliati a fettine in poco olio di semi (allungato con acqua: piuttosto che fare soffritti, io tendo a "stufare" le verdure, perchè più digeribili. questa volta ho fatto una via di mezzo, un po' acqua, un po' olio), poi ho aggiunto il radicchio tagliato e cubetti di pancetta dolce e lasciato sulla fiamma bassissima finché non ho finito di preparare gli spaetzle.
La ricetta degli spaetzle che faccio io è questa:
- 200 gr di farina di segale
- 50 gr di farina
- 2 uova
- latte quanto basta per creare un impasto un po' molle, ma non troppo.
A volte sostituisco le farine, miscelando kamut, farro, grano saraceno (in quest'ultimo caso, metto circa 100 gr di farina di grano saraceno e 150 gr di farina bianca) o altre farine che ho in casa.
Per kamut, farro o farina bianca, a volte non faccio miscele, perchè può bastare una sola farina.
L'esecuzione dell'impasto è delle più banali, perchè basta miscelare gli ingredienti in una ciotola con una forchetta. La quantità di latte varia in funzione dell'assorbimento delle farine. L'impasto deve rimanere umido, un po' molle, ma non liquido.
Gli spaetzle si fanno direttamente sulla pentola con l'acqua bollente con l'apposito attrezzo. Io ho questo qui.
Si mette l'impasto nella vaschetta sopra la grattugia e lo si fa scivolare avanti e indietro sopra la pentola, facendo scendere gli spaetzle direttamente nell'acqua, mescolando di tanto in tanto.
In mancanza, va bene anche uno schiacciapatate e conosco persone che li fanno anche con la forchetta.
Cuociono subito, quindi poco dopo aver finito di farli cadere, si possono recuperare con una forata o scolando nello scolapasta il tutto.
Poi, li faccio saltare nella padella in cui ho preparato il condimento, mescolando spaetzle e condimento perchè si miscelino ben bene, per qualche minuto.
Sono ottimi anche riscaldati il giorno dopo (la dose è decisamente tanta per una persona! ci mangio almeno 3 volte come piatto unico).
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